Adottiamo la lavanda: intervista a Podere Argo

Nei giorni scorsi siamo andate alla scoperta della lavanda, una delle mie piante preferite, che non a caso è viola!

Intervista a Podere Argo: scopriamo la lavanda

Pochi di voi sanno che qualche anno fa avevo avviato il progetto di coltivarla. Avevo preso in prestito dal mio papà un piccolo appezzamento di terreno e avevo piantato 58 piante di lavanda officinale (non è un numero scelto a caso), e ne ho seguito lo sviluppo per circa due anni, poiché questa coltura inizia a produrre i principi attivi dal secondo anno di messa a dimora.

Lo stimolo di dar vita alla coltivazione lo devo a un mio insegnante che, durante le lezioni all’università, ci invitava a intraprendere la raccolta delle piante officinali anche su piccoli appezzamenti, perché erano attività agricole preziose. Il mio esperimento puntava a capire se una pianta come questa potesse sopravvivere nei terreni pianeggianti e argillosi della mia zona, e che resa potesse dare durante la raccolta per ottenere olio essenziale e pianta essiccata.

La lavanda

Generalmente, predilige per lo più terreni assolati, asciutti e calcarei e un clima di montagna o al massimo collinare, e ha un’ottima resistenza alle basse temperature. L’esatto opposto della pianura pontina.

Purtroppo non è andata come speravo per varie vicissitudini che non sto a raccontarvi, ma le piante resistono tuttora ed io il sogno di un lavandeto tutto mio non l’ho ancora completamente abbandonato.

Mettere su un lavandeto non ha dei costi eccessivi e ci sono aziende che vendono la lavanda e insieme vi forniscono un progetto gratuito su come inserirle nel vostro giardino. Altre aziende invece vi chiedono di coltivarla perché poi acquisteranno interamente il raccolto per trasformarlo in prodotti come olio essenziale, sapone, idrolati, sacchetti profumati. Oppure ci sono aziende che vi consentono di adottarla ed è dedicato a chi desidera coltivarla ma non può, e a chi la sogna ad occhi aperti.

Avete capito bene: adottarla!

Quando ho letto in rete di questa opportunità ho pensato che fosse un’iniziativa piuttosto curiosa e sono approdata nel sito internet di Podere Argo, una organic farmhouse che si trova nella campagna toscana, una realtà unica e affascinante che sposa la coltivazione biologica e sinergica. E abbiamo deciso di contattarli per un’intervista.

Intervista a Podere Argo: scopriamo la lavanda

Vi riporto le parole di Beatrice, la proprietaria di Podere Argo. Integralmente, perché sintetizzarle significherebbe toglierle tutta la passione di cui sono cariche.

 

A: Beatrice, cosa è e dove ha imparato a fare l’orto sinergico?

​B: L’agricoltura sinergica è un metodo di coltivazione rivoluzionario ideato da Emilia Hazelip, basandosi sugli insegnamenti dell’agricoltore e microbiologo giapponese Fukuoka.

Un modo di coltivare che “lascia fare alla terra” sfruttando le naturali sinergie esistenti tra la terra e i microrganismi che la abitano e la arricchiscono. Le sinergie tra le varie piante, e la capacità del terreno che, quando non è agitato e rivoltato, è in grado di autofertilizzarsi.

Nell’orto sinergico non si usano né fertilizzanti né antiparassitari. Si tratta dunque di un’agricoltura non solo biologica ma naturale al 100%, e le verdure che si ottengono con questa pratica hanno un sapore più intenso e una maggiore resistenza agli agenti che portano malattie.

Coltivando in modo sinergico si restituisce inoltre alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende, promuovendo in questo modo i meccanismi di autofertilità del suolo e facendo dell’agricoltura un’attività umana sostenibile.

Ho conosciuto l’agricoltura sinergica durante le mie ricerche sui metodi di coltivazione biologica e naturale, e ne sono rimasta subito affascinata. Dopo averla studiata sui libri ho deciso di scendere in campo e rivoluzionare il mio orto avvalendomi dell’aiuto di un esperto in materia. Insieme abbiamo costruito un orto sinergico a doppia spirale, che mi ha dato da subito grandi soddisfazioni.

Al Podere Argo durante l’anno teniamo anche corsi pratici per chi si vuole avvicinare a questo tipo di agricoltura.

 

A: Come si adotta una lavanda e qual è il periodo delle prenotazioni? Da cosa nasce questo progetto?

​B: Adotta una lavanda bio è un’iniziativa che ho lanciato ormai 2 anni e mezzo fa e che sta avendo molto successo. E’ nata dal mio grande amore per questo fiore e dal desiderio di condividerlo con altre persone appassionate come me.

Per tanti anni ho sognato di avere un campo intero pieno di lavanda, e quando finalmente questo sogno è diventato realtà ho pensato che c’erano tante persone nella mia stessa situazione. Tante persone che amano questa pianta, ma che per vari motivi non hanno la possibilità di coltivarla. Adotta una lavanda bio è nata per loro, dà la possibilità agli adottatori di seguire e vivere in prima persona, attraverso le mie mail che mando a cadenza mensile, tutte le fasi della sua coltivazione e poi di ricevere a casa i prodotti della propria lavanda. 

La seconda edizione terminerà alla fine di ottobre, e ai primi di novembre partirà la terza con tante novità. Dato che le richieste sono tante e le adozioni hanno un numero limitato, ho creato una lista di attesa a cui iscriversi senza impegno per essere sicuro di fare parte della nostra grande famiglia.

 

A: Cos’è una organic farmhouse?

​B: Organic Farmhouse è la traduzione in inglese di agriturismo biologico. Un agriturismo e azienda agricola in cui si pratica un’agricoltura biologica e naturale nel pieno rispetto della terra e di tutti i suoi abitanti. In cui si sente forte lo stretto legame con la terra, con le tradizioni, con il passare delle stagioni, con lo scorrere lento del tempo, con il sole, la luna e con le stelle. 

Un agriturismo sperduto nella campagna maremmana e immerso nella sua natura selvaggia e incontaminata in cui trovare la pace e il silenzio. Staccare la spina. Spegnere il Wi-Fi e riconnettersi con la propria natura per uscirne rilassati e rigenerati. Un luogo in cui sentirsi accolti e coccolati, un’oasi di pace, natura e relax.

 

A: Perché proprio la lavanda? Perché l’avete scelta come pianta guida?

​B: Ho scelto la lavanda perché amo tutto di questo fiore, il suo colore, il suo profumo, le sue tantissime proprietà benefiche e i suoi tantissimi usi. Come ho già detto, un mio grande sogno era quello di avere un campo intero di lavanda da curare, ammirare e in cui immergermi. Così come in tutte le mie scelte come azienda agricola, sono stata poco attenta all’aspetto business, e mi sono lasciata guidare dal cuore e dalle mie passioni.

All’inizio non è stato tutto facile! Ci sono stati anni di duro lavoro e sacrifici, ma mi pare che alla lunga la mia scelta si sia rivelata vincente. La mia lavanda biologica ora mi regala tante soddisfazioni, così come regala tanto benessere naturale ai miei clienti e ai miei ospiti.​

Intervista a Podere Argo: scopriamo la lavanda

A: Avete intenzione di avviare realtà simili anche in altre regioni d’Italia?

​B: La mia azienda è molto piccola e ci sono solo io a gestirla. Per ora non ho intenzione di espandermi in altre regioni d’Italia. Voglio invece ampliare la mia gamma di prodotti alla lavanda e creare una mia linea di cosmetici naturali e biologici alla lavanda. Per il momento mi affido a un’altra azienda per la realizzazione della linea dei miei cosmetici naturali alla lavanda.

 

A: Quali sono le professionalità che girano intorno alla vostra realtà (agricoltore, erborista, cosmetologo, chimico, etc…)?

​B: Per il momento ci sono solo io che coltivo, raccolgo, confeziono i prodotti nel mio laboratorio aziendale. Ma in futuro avrò sicuramente bisogno di avvalermi di collaborazioni esterne con esperti del settore per poter ampliare e migliorare i miei prodotti.

 

Dopo avere letto le risposte di Beatrice sono rimasta ancora più affascinata, e spero di andarla a trovare personalmente quanto prima.

Che ne dite se Le Blogger Siamo Noi adottassero una lavanda?

Fateci sapere se avete già conosciuto questa realtà e cosa ne pensate. Se avete piacere di andare alla ricerca di queste piccole e uniche realtà con noi.

Alla prossima, cari lettori!

Articolo scritto da Dott.ssa Ambra Centra

Laurea in Scienze e tecnologie cosmetologiche ed erboristiche.

Vice Coordinatrice Nazionale del Coordinamento Nazionale Erboristi Laureati & Studenti in Tecniche Erboristiche.

Iscritta al Registro Nazionale Erboristi Professionisti n° GLT0057S


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2 thoughts on “Adottiamo la lavanda: intervista a Podere Argo

  1. AliceHaendel il said:

    Ho adottato una lavanda da Potere Argo ed è stata un’esperienza bellissima! Le mail, che periodicamente spediva Beatrice, mi hanno permesso di entrare dentro il processo di coltivazione e di lavorazione dei prodotti, raccontandomi le preoccupazioni e le vittorie che ad ogni raccolto un coltivatore sperimenta. Che ansia, ragazze, per le intemperie e per le piccole pannocchiette viola che dovevano dare il loro contributo. Ho fatto il tifo per loro e gioito con Beatrice quando, finalmente, l’olio essenziale è venuto fuori, pronto per essere trasformato nei tanti prodotti, anche alimentari, che Podere Argo propone. Quando, poi, a Novembre è arrivato il mio pacchetto l’emozione è stata immensa, perché sapevo cosa c’era dentro e dietro ognuno di quei flaconi. Quello che ancora non conoscevo erano i mille usi che potevo fare della lavanda, ma seguendo la pagina di Beatrice sto ancora imparando, grazie ai suoi consigli. Ora, però, seguite il mio e adottate una lavanda, non ve ne pentirete.

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