Henné – Guida per principianti

Mi ricordo benissimo della scoperta del mio primo capello bianco: frequentavo le scuole medie e un giorno, mentre tentavo di mettere il kajal nero senza cavarmi un occhio… Eccolo là, in mezzo alla mia chioma nera. Mia nonna mi disse di non preoccuparmi, ché “i capelli bianchi significano intelligenza”… Ma ammetto di averlo subito tagliato corto corto corto. Perché la nonna mi aveva avvertita: i capelli bianchi sono come mostri a tre teste, se ne tagli uno ne spuntano altri due. E così, fino a due anni fa, ovvero fino all’incontro con il mondo della cosmesi ecobio, mi sono limitata a tagliarlo, quel maledetto. Ma col tempo i capelli bianchi sono aumentati: due anni fa ne contavo ben due, oggi… Lasciamo perdere. Quanto vorrei riuscire ad essere fiera dei miei capelli bianchi, come tutte quelle persone che sfoggiano stupende chiome canute! Mentre attendo di imparare a evitare di nasconderli, però, mi dedico alla realizzazione di un sogno nel cassetto: i capelli blu. O meglio, nero-blu. Come? In modo naturale, ovviamente.

Oggi, infatti, voglio parlarvi dell’henné.

Cosa è? 

La Lawsonia Inermis, comunemente conosciuta col suo nome francese “henné”, è una pianta tintoria dal caratteristico colore rosso-arancio originaria dell’Africa del Nord. Oggi viene coltivata anche in India e altri Paesi limitrofi. Viene comunemente utilizzata per tingere tessuti; nella cultura arabo-islamica, viene usata anche per i meravigliosi tatuaggi che decorano le mani e i piedi delle spose. Sicuramente, poi, vi sarà capitato di vedere fotografie che ritraggono uomini, spesso abitanti del Pakistan, dalla lunga barba rossa: anche quella viene tinta con l’henné!

Come funziona ? 

Il Lawsone, ovvero la molecola colorante dell’henné, si lega alle proteine della pelle e alla cheratina dei capelli. Per questo motivo non danneggia in nessun modo i capelli e, ve lo anticipo, tinge solo tono su tono: se ho i capelli neri non diventeranno rossi, ma potrò ottenere dei riflessi. Oppure, se ho i capelli biondi e utilizzo la lawsonia pura, otterrò già dalla prima applicazione un bel rosso fuoco! Ma procediamo per ordine…

Quanti tipi di henné esistono?

Possiamo distinguere sostanzialmente due tipologie: 

  • Henné caldi: le piante coltivate in Africa donano un tono caldo. Famosissimo è il Tazarine;
  • Henné freddi: le piante coltivate in India e in zone limitrofe conferiscono riflessi più freddi, come il ciliegio. Il mio preferito è il Lala Menana.
Quali benefici posso ottenere?

Per me l’henné è una mano santa. 

  • Ispessisce il capello: il lawsone, infatti, si lega alla cheratina del capello, non danneggiandolo ma, anzi, creando uno “strato” in più;
  • Rende la chioma lucida e visibilmente più sana;
  • I capelli sono più robusti e tendono a cadere meno;
  • Ha proprietà antimicotiche e seboregolatrici;
  • Tinge i bianchi!
Come si utilizza?

Qui si apre un capitolo enorme. La preparazione varia notevolmente in base agli obiettivi: che colore desiderate ottenere? Caldo o freddo? Volete coprire i bianchi? 

Vi darò alcune indicazioni generali sperimentate su me medesima. Bisogna tenere a mente che l’henné si lega al capello naturale, non funziona come una tinta chimica o una decolorazione, pertanto il risultato dipenderà molto dalla vostra base di partenza.

Bene, prendete carta e penna o screenshottate selvaggiamente!

INDICAZIONI GENERALI:

L’henné si applica sui capelli puliti, umidi o asciutti; io consiglio la seconda modalità, così il pappone cola meno. Indossate sempre dei guanti per non macchiarvi la pelle per giorni!

  1. Pesare la quantità necessaria di polvere: non siate parsimoniosi/e, i capelli devono essere praticamente infangati. Per dei capelli medio-lunghi, 100 grammi sono sufficienti. Il mio consiglio, inoltre, è quello di setacciare la polvere per evitare grumi;
  2. Riscaldare l’acqua: deve essere calda ma non bollente, o potrebbe rovinare la polvere;
  3. Versare l’acqua sulla polvere un cucchiaio alla volta, mescolando. Per evitare che l’henné secchi troppo i capelli (le prime volte mi accadeva sempre!), potete aggiungere dello zucchero o un po’ di gel d’aloe; se si creano dei grumi, schiacciateli bene.
Come si applica?
  • Per un tono caldo (ramato): potete far ossidare il pappone, ovvero lasciarlo riposare per qualche ora; potete anche aggiungere una sostanza acida, come il succo di limone, aceto o infusi. Io però non ho mai voluto un colore ramato, pertanto non saprei consigliarvi quale sostanza sia migliore delle altre. Applicatelo sui capelli e lasciatelo agire per 2-3 ore per un colore intenso.
  • Per un tono freddo: applicate subito il pappone. Qualcuno consiglia di aggiungere un cucchiaino di bicarbonato per raffreddare ulteriormente il colore; personalmente, forse per via della mia base molto scura, non ho notato differenze con l’aggiunta del bicarbonato. Nel caso in cui stiate utilizzando solo lawsonia (e non, ad esempio, l’indigo – ma questa è un’altra storia!), più tempo lasciate in posa più freddo sarà il colore. 6-7 ore sarebbero ideali, ma una buona polvere rilascia un bel rosso freddo anche in 3-4 ore. Inoltre, per un colore molto freddo come il ciliegio, l’henné ha bisogno di stratificare: più “hennate” farete e più saranno ravvicinate nel tempo, prima otterrete il colore desiderato. L’henné richiede pazienza e un po’ di costanza!

Una volta applicato il composto sui capelli, avvolgete il tutto con della pellicola e, se è inverno, indossate un cappellino di lana per mantenere il composto umido. Trascorse le ore di posa, sciacquate abbondantemente solo con acqua, aiutandovi con un pettine per eliminare tutti i residui di polvere, finchè non sarà limpida. Non preoccupatevi se vedrete molto colore, è normale! 

Per le prossime 48 ore evitate di fare lo shampoo: l’henné ha bisogno di 2-3 giorni per ossidarsi, solo allora vedrete il risultato finale.

Come posso coprire i bianchi?

Se volete ottenere un rosso, vi basterà una sola applicazione, o qualcuna in più per un tono freddo. Se invece volete ottenere un castano o il nero, è necessario ricorrere al cosiddetto “doppio passaggio”: prima henné, poi si sciacqua e si applica la seconda polvere. Nel mio caso, per il nero-blu applico l’indigo. 

Posso usare l’henné durante la gravidanza e/o l’allattamento?

Non troverete risposta a questa domanda per due motivi. Il primo è che non lo so. Il secondo, strettamente legato al primo, è che solo il vostro medico può consigliarvi ciò che è giusto per la vostra salute: diffidate dai consigli medici dati sul web, sempre!

Non sopporto l’odore dell’henné: come posso coprirlo?

Beh, non vi do torto: l’odore di erba bruciata non è dei migliori. Fortunatamente ci sono diversi modi per attenuare l’odore: potete aggiungere al pappone del cacao amaro, della vanillina o delle erbe ayurvediche profumate, come il Kachur o il Kapoor. A capelli asciutti, invece, potete utilizzare un profumo per capelli: il mio salvavita è quello di Setaré!

Mi è avanzato un po’ di pappone, come posso conservarlo?

In freezer! Lo scongelamento, inoltre, contribuirà a raffreddare un po’ il colore.

Probabilmente avrete tante altre domande sul colore, e avete ragione perché è un argomento infinito! Per qualsiasi consulenza su come ottenere il colore perfetto, scrivete un post sul nostro gruppo Facebook: sono pronta a darvi una mano! E se avete curiosità su qualche colorazione in particolare, lasciate pure un commento: potrebbe diventare argomento del prossimo articolo!

Articolo scritto da Ale

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